Ah… Ahh… Ahhh, un sottile strato surreale al confine delle emozioni

Nuwanda

Recensione

Titolo: Ah… Ahh… Ahhh
Autore: Nuwanda Nuwanda
Editore: Genesis Publishing
Anno di pubblicazione: 2015
Romanzo breve
Genere: Parodia/giallo

Se mai avessi avuto l’idea di scrivere un romanzo, avrei sicuramente desiderato farlo attraverso una chiave tanto ironica quanto misteriosa e surreale come quella scelta da Nuwanda, questo lo pseudonimo dell’autore di “Ah… Ahh… Ahhh”, che ha saputo trasferire su carta emozioni contrastanti in un turbinio di parole e sensazioni palpabili.

Armando Bentivoglio, un romanziere trentaseienne dal look démodé, è il protagonista di questa parodia dalle tinte giallo oro ambientata a Doppio Senso, una città a senso unico, che ospita la presentazione del suo libro, Pochi conoscono la morte. Il bar “L’occasione”, adattato appunto per l’occasione da disco pub a luci rosse a caffè letterario, ospita in parte l’evento culturale del famoso scrittore, organizzato da Carla, la Direttrice della Biblioteca locale nonché grande fan di Bentivoglio. Il forte senso di inadeguatezza del romanziere contrapposto all’irruenza del giornalista Fattobene, detto Firmamento, ruotano l’obiettivo verso una scena che vede come protagonista una scritta rossa: Ah… Ahh… Ahhh. Una scritta scarlatta che ricorda il sangue, il cuore, la vita. Quella stessa vita che viene spezzata da un misterioso omicida proprio quella sera, e che riporta accanto al cadavere la stessa identica dicitura, con la quale Bentivoglio voleva spiegare la libera interpretazione delle emozioni.

«Basta una semplice parola, pronunciata in modo diverso, a suggerire sensazioni di piacere o di dolore, secondo l’interpretazione del lettore, in grado di andare oltre il volere stesso dell’autore».

Il Commissario Loquace, a capo delle indagini, inizierà così un giro di interrogatori per risolvere il mistero che ha visto coinvolti tutti gli invitati, passando attraverso dialoghi serrati, incalzanti e ben strutturati, intrisi di una sottile ironia mai banale, convogliando in un finale dalle sfumature tanto effimere quanto realistiche.

Devo ammettere che Nuwanda con questo romanzo ha saputo dosare alla perfezione ogni particolare; un’attenzione quasi maniacale per i dettagli, sia ambientali che fisici, consentono di vivere appieno le emozioni contrastanti che ne caratterizzano la trama. Silenzi e musiche che, insieme, portano il lettore in una dimensione unica, fatta di simbolismi e doppi sensi. Un’impeccabile coerenza di stile e trama, rendono questo romanzo breve una lettura a dir poco frizzante, un concentrato di emozioni surreali e brillanti, frutto di una mente agile e vivace.

Ma poiché anche il cuore vuole la sua parte, ecco la freccia che ha colpito il mio: The Pencil.

Il pennino utilizzato dal protagonista, riporta incisa la scritta The Pencil. Si tratta di un monumento che ricorda una matita, progettato con una forma cilindrica che termina in punta conica. È riferito a una battaglia della Scozia con il popolo Vichingo, avvenuta a Largs nel 1263, che ha visto come risultato uno strano pareggio: né vinti, né vincitori. Negli anni successivi, però, questo risultato segnò la conclusione della sovranità norvegese, come pareggiare una partita e dopo aggiudicarsela. Bentivoglio spiega che questa battaglia simboleggia la sua costante lotta con la pagina bianca, vero dramma di ogni scrittore, che lo vede combattente in un incostante equilibrio di forze. Quando poi finalmente, dopo ripetuti ed estenuanti conflitti interiori, riesce a completare l’opera apponendo la parola fine, ecco che ha vinto anche lui la sua battaglia.

Perché «il risultato dovrà cambiare in mio favore, anche quello che sembra nullo».

2 pensieri su “Ah… Ahh… Ahhh, un sottile strato surreale al confine delle emozioni

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